Per la maggior parte degli italiani all’estero il problema comincia con una schermata. Apri RaiPlay da Berlino e il video parte per due secondi, poi si ferma. Apri Mediaset Infinity da Londra e compare un avviso sul paese da cui stai guardando. Entri nell’app della banca e aspetti un SMS di conferma che non arriva. Non è il telefono e non è la connessione di casa.
È il paese da cui parte la richiesta. Prima ancora di guardare chi sei, quasi tutti i servizi italiani guardano da dove stai chiamando. Stesso abbonamento, stessa password, stesso dispositivo, risultato diverso.
Gli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE sono milioni, e il dato aggiornato con la sua fonte è nella pagina sull’iscrizione AIRE. Dietro quel numero ci sono situazioni molto diverse: lo studente in Erasmus per un semestre, il dipendente distaccato per due anni, il pensionato che ha comprato casa in Portogallo, la famiglia partita vent’anni fa. I blocchi però non guardano la tua storia: guardano l’indirizzo IP e la residenza scritta in anagrafe.
Perché un servizio italiano ti riconosce come “fuori”
Il meccanismo di base è banale. Quando apri un sito o un’app, il server vede l’indirizzo IP da cui arriva la richiesta e lo associa a un paese. Se il paese non è l’Italia, il contenuto riservato all’Italia non parte.
I servizi più attenti non si fermano lì. Incrociano i dati dell’account, il metodo di pagamento registrato, il fuso orario del dispositivo e i DNS che stai usando. È il motivo per cui due persone nello stesso appartamento a Bruxelles, con lo stesso operatore, a volte ottengono risposte diverse dallo stesso servizio.
La ragione del blocco non è un dispetto commerciale. I diritti di trasmissione si comprano per territorio: Rai, Mediaset, DAZN e Sky acquistano il diritto di trasmettere un contenuto in Italia, non nel mondo. Il geoblocco è l’attuazione di quel contratto. Per questo l’informazione e le produzioni proprie spesso restano visibili anche dall’estero, mentre il cinema, le serie acquistate e lo sport quasi mai.
Le guide di questa sezione
I servizi italiani che si complicano quando la residenza cambia paese.
Portabilità UE: quando hai diritto ai tuoi abbonamenti all’estero
La portabilità degli abbonamenti UE vale solo se sei all'estero temporaneamente: cosa copre il regolamento 2017/1128 e chi invece ne resta escluso.
Iscrizione AIRE: come funziona e cosa cambia per i tuoi abbonamenti
L'iscrizione AIRE spiegata bene: chi è obbligato, come si fa online o in consolato, cosa cambia per sanità, voto, IMU e per i tuoi abbonamenti italiani.
SPID dall’estero: come ottenerlo e usarlo
Come ottenere e usare SPID dall'estero: riconoscimento a distanza, CIE per gli iscritti AIRE, codici OTP che non arrivano e identità digitale bloccata.
Home banking italiano dall’estero: cosa si blocca e perché
Home banking dall'estero: perché la banca blocca l'accesso, come gestire OTP e app quando cambi numero, cosa dire all'istituto e come pagare pagoPA e imposte.
Turista o residente: la differenza che decide tutto
Dal 1° aprile 2018 il Regolamento UE 2017/1128 obbliga i fornitori di servizi di contenuti online a pagamento a garantire all’abbonato che si trova temporaneamente in un altro Stato membro gli stessi contenuti disponibili nel suo Stato di residenza, senza costi aggiuntivi e senza abbassare la qualità. È la regola che salva le vacanze e le trasferte di lavoro.
Ha tre limiti che riguardano quasi tutti quelli che leggono questa pagina. Vale solo dentro l’Unione europea, quindi non copre Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Emirati o Australia. Vale solo per i servizi a pagamento: per quelli gratuiti il fornitore può applicarla, ma non è obbligato. E vale solo per chi è temporaneamente all’estero, mentre gli italiani residenti all’estero, cioè chi ha spostato la residenza e si è iscritto all’AIRE, ne restano fuori.
Il fornitore, inoltre, ha il diritto di verificare il tuo Stato di residenza. Non è una formalità: è il passaggio in cui un abbonamento italiano intestato a chi ha residenza tedesca smette di comportarsi come un abbonamento italiano. Come funziona la verifica, quali prove può chiedere e cosa succede se il tuo caso è a metà strada è spiegato nella pagina sulla portabilità UE.
Come capire da che parte sei
Non è una sensazione, è un dato scritto da qualche parte, e conviene guardarlo prima di litigare con un’assistenza clienti.
Il primo posto da controllare è la tua posizione anagrafica. Se hai fatto l’iscrizione all’AIRE, la residenza è all’estero e la portabilità non ti copre, punto. Se pensi di averla fatta ma non ne sei sicuro, accedi al portale consolare Fast It con le tue credenziali e guarda la posizione registrata a tuo nome; se non compare nulla o i dati sono vecchi, la richiesta va fatta o corretta, e i tempi non sono immediati perché il consolato deve trasmetterla al Comune. La procedura sta nella pagina sull’iscrizione all’AIRE.
Il secondo posto è l’abbonamento stesso. Nell’area dell’account di ciascun servizio guarda quale indirizzo di fatturazione e quale metodo di pagamento risultano registrati: è da lì che il fornitore ricava lo Stato di residenza, non dalla tua parola. Un abbonamento con indirizzo italiano e carta italiana è quello che ha le carte in regola per invocare la portabilità; un abbonamento a cui hai già cambiato indirizzo e carta è, per il fornitore, un abbonato residente altrove.
Il segnale che la tua posizione è coerente è che i due controlli dicano la stessa cosa. Quando divergono, il fornitore segue il secondo, e le discussioni finiscono lì.
Cosa si blocca, in concreto
Non tutti i blocchi sono uguali, e la differenza cambia cosa puoi fare. Questa è la mappa, con la pagina che entra nel dettaglio di ciascun caso.
| Servizio | Che tipo di blocco è | Pagina dedicata |
|---|---|---|
| RaiPlay | Gratuito, quindi fuori dall’obbligo di portabilità. Informazione e produzioni Rai spesso partono, cinema e sport quasi mai | RaiPlay dall’estero |
| Mediaset Infinity | Servizio con parte gratuita e parte in abbonamento: il comportamento cambia fra dirette, catalogo e app per televisori | Mediaset Infinity |
| DAZN | Diritti sportivi venduti per territorio: il catalogo cambia paese per paese, anche dentro l’Unione | DAZN dall’estero |
| Sky Go e NOW | Abbonamenti a pagamento, quindi coperti dalla portabilità se il soggiorno è temporaneo e sei residente in Italia | Sky Go e NOW |
| Netflix, Prime Video, Disney+ | Non ti bloccano: ti mostrano il catalogo del paese in cui sei | Blocchi geografici |
| SPID | Funziona dall’estero: la parte difficile è ottenerlo e recuperarlo quando si blocca | SPID dall’estero |
| Home banking | Non è geoblocco ma antifrode: accessi insoliti e SMS su numero italiano in roaming | Home banking |
| AIRE, voto, sanità | Non dipende dalla connessione ma dalla residenza registrata in anagrafe | Iscrizione AIRE |
Le prime quattro righe sono la categoria che pesa di più nella vita quotidiana, e le differenze anche fra un contenuto e l’altro della stessa piattaforma sono raccolte nella guida alla TV italiana dall’estero: un telegiornale può partire mentre il film delle 21 no.
Sulle piattaforme internazionali vale la precisazione che quasi nessuno fa: l’account resta valido e nessuno ti chiude fuori, cambiano i titoli. La serie che stavi guardando può sparire dall’elenco e ricomparire con un altro doppiaggio, e le tracce audio italiane non sono sempre incluse fuori dall’Italia.
Per SPID e per la banca, invece, il problema non è mai la licenza territoriale ma la sicurezza: un accesso da un indirizzo estraneo alla tua abitudine è esattamente ciò che un sistema antifrode cerca, e la conferma via SMS su un numero italiano in roaming è il punto in cui molti si arenano.
Dove una VPN c’entra e dove no
Una VPN cifra il traffico e lo fa uscire da un server che scegli tu, quindi il servizio vede l’indirizzo IP di quel server. È lo strumento con cui si affronta il blocco per area geografica, ed è utile anche su reti pubbliche, dal wi-fi dell’aeroporto a quello dell’ufficio.
Non è una chiave universale. Le piattaforme riconoscono e bloccano interi blocchi di indirizzi appartenenti a servizi VPN, e quando funziona oggi non è detto che funzioni fra un mese. Chi ti promette che una VPN “sblocca” un servizio specifico ti sta vendendo una certezza che nessuno può avere. Come funziona davvero, cosa non fa e come si sceglie sta nella sezione sulle VPN.
Ci sono poi casi in cui la VPN non serve o è controproducente. Per l’home banking, un accesso da un paese diverso da quello in cui ti trovi fisicamente somiglia esattamente a quello che i sistemi antifrode cercano. Per SPID non aggiunge nulla. Per i documenti consolari, meno che mai.
AIRE, voto, sanità: la parte che non si risolve con la tecnologia
L’iscrizione all’AIRE è obbligatoria per chi trasferisce la residenza all’estero per più di dodici mesi. Non è un adempimento simbolico: da lì dipendono il rapporto con il servizio sanitario, il modo in cui la banca classifica il conto, l’indirizzo a cui arrivano le comunicazioni e la posizione fiscale sugli immobili posseduti in Italia.
Dipende dall’AIRE anche il voto degli italiani residenti all’estero, che si esercita per corrispondenza nella circoscrizione Estero: il plico elettorale viene spedito all’indirizzo registrato all’anagrafe consolare, quindi un indirizzo vecchio equivale a non votare. È il motivo per cui un trasloco va comunicato al consolato appena avviene, dal portale Fast It o allo sportello, e non alla vigilia delle elezioni.
Chi invece si trova all’estero temporaneamente e non è iscritto all’AIRE, lo studente in Erasmus o chi è in trasferta di lavoro, in alcune consultazioni può chiedere di votare per corrispondenza presentando una domanda al consolato competente entro un termine fissato per quella tornata. Termini, modulistica e tipo di consultazione interessata cambiano da una votazione all’altra, quindi l’unica fonte affidabile è il sito del consolato della tua circoscrizione. La verifica che puoi fare oggi, senza aspettare una convocazione, è una sola: che l’indirizzo con cui il consolato ti conosce sia quello in cui abiti davvero.
Cosa fare adesso
Metti in ordine tre cose, in questa sequenza.
- Stabilisci in quale categoria sei, con i due controlli descritti sopra: posizione anagrafica da una parte, dati di fatturazione dell’abbonamento dall’altra. Finché non sai questo, ogni tentativo tecnico è alla cieca.
- Fai l’inventario degli abbonamenti. Per ciascuno apri il servizio da dove sei, senza VPN, e prova a far partire il contenuto per cui lo paghi: non la home, il contenuto. Segna tre esiti possibili — parte, parte ma si interrompe dopo qualche minuto, non parte affatto — perché portano a risposte diverse. Quello che non parte mai e non è coperto dalla portabilità è denaro che se ne va, e la disdetta si fa dall’area account del servizio o dallo store in cui l’abbonamento è nato.
- Sistema prima le cose che si rompono da sole. Verifica quale numero di telefono risulta registrato su banca e identità digitale entrando nelle rispettive impostazioni, e cambialo mentre la SIM italiana è ancora attiva, perché la conferma del cambio arriva quasi sempre sul vecchio numero. Controlla che l’indirizzo che il consolato ha di te sia quello in cui abiti. Sono i guasti che si scoprono nel momento peggiore, e si prevengono in mezz’ora.
Dopo ciascun punto la domanda da farsi è la stessa: cos’è cambiato di verificabile. Un numero nuovo che riceve davvero il codice di conferma, un abbonamento in meno sull’estratto conto, una posizione consolare che riporta l’indirizzo giusto. Se non c’è un segnale del genere, il passaggio non è chiuso.
Se il punto che ti interessa è guardare la televisione italiana e hai già capito che la portabilità non ti copre, la strada praticabile è una VPN affidabile, con la consapevolezza dei suoi limiti. NordVPN è il servizio su cui concentriamo le nostre verifiche mensili. Le condizioni commerciali, finestra di rimborso compresa, le dichiara il fornitore sulla propria pagina ed è lì che vanno lette prima di pagare: cambiano senza preavviso e non ha senso impararle a memoria da un articolo.