Vai al contenuto
Spiegazione

VPN gratis: perché quasi tutte sono un pessimo affare

Una VPN gratis si paga in un altro modo: dati rivenduti, banda tagliata, indirizzi già bloccati. Cosa rischi davvero e i casi in cui il gratis ha senso.

Aggiornato il 20 agosto 20267 sezioni

Nello store del telefono, digitando VPN gratis, escono decine di applicazioni che costano zero e promettono connessione illimitata da qualunque paese. Scaricarne una richiede venti secondi, e la tentazione è forte quando l’unico obiettivo è vedere una partita o aprire il sito della banca da un albergo.

Il problema non è morale, è economico. Una VPN gratis fa girare server in mezzo mondo, paga la banda, paga gli ingegneri che aggiornano le app, paga chi risponde all’assistenza. Quel denaro arriva da qualche parte, e se non arriva da te arriva da qualcun altro che ha comprato qualcosa. Nella maggior parte dei casi quel qualcosa sei tu.

Non è un argomento per venderti un abbonamento a tutti i costi. Esistono situazioni in cui una versione gratuita è la scelta giusta, e le uniche che valga la pena guardare sono i piani ridotti di aziende che vivono di abbonamenti: Proton VPN, Windscribe, TunnelBear, hide.me. I limiti di ciascuna, e il controllo da fare prima di installarle, sono nella sezione «Le gratuite che vedi più spesso».

Le quattro famiglie che chiamiamo tutte allo stesso modo

Le versioni gratuite dei servizi a pagamento. Un’azienda che vive di abbonamenti offre un piano ridotto sperando che dopo un mese tu passi a quello completo. La tecnologia è la stessa della versione a pagamento, i limiti sono commerciali: pochi paesi disponibili, velocità inferiore, a volte un tetto di traffico mensile. Chi cerca se Proton VPN è gratis sta guardando questa categoria.

Le prove a tempo. Alcuni fornitori concedono un periodo di prova attraverso gli store di Android e iOS, altri preferiscono la garanzia di rimborso sui piani normali. Chi cerca la prova gratuita di ExpressVPN o di un concorrente troverà condizioni diverse a seconda del mese e del paese, quindi vanno lette sulla pagina ufficiale e non su un blog.

Le estensioni e i proxy dentro il browser. Alcuni browser hanno un interruttore che promette una VPN inclusa. È un proxy: copre le schede di quel browser e nient’altro, non le app, non il televisore, non il client di posta.

Le applicazioni gratuite di origine ignota. Sono la parte pericolosa dell’elenco. Sviluppatore sconosciuto, sede legale poco chiara, informativa privacy generica, spesso una manciata di recensioni entusiaste e identiche. Qui rientra buona parte di quello che esce cercando come attivare una VPN gratis.

Chi paga il server, se non lo paghi tu

I modi di monetizzare un utente che non paga sono pochi e conosciuti.

Il primo è la vendita di dati. Una VPN vede tutto il traffico che le passa attraverso, e i registri di navigazione hanno un mercato. Un’azienda che vive di abbonamenti ha un interesse concreto a non toccarli, perché una fuga di notizie le distruggerebbe il prodotto; un’app anonima con dieci milioni di installazioni non ha nulla da perdere.

Il secondo è la pubblicità iniettata nelle pagine, che significa modificare il traffico in transito. Il terzo, il più sgradevole, è la rivendita della banda residenziale: il tuo dispositivo diventa un nodo di uscita per il traffico di altri utenti, che escono su internet con il tuo indirizzo, e se qualcuno usa quel passaggio per qualcosa di illecito la traccia porta a casa tua. Non è la regola del settore, ma è successo con più di un’app gratuita, e in genere la clausola che lo consente sta scritta nelle condizioni d’uso: è il primo posto in cui guardare.

Il quarto è semplicemente la trascuratezza: server mal configurati che lasciano passare le richieste DNS fuori dal tunnel, cifratura debole, app che non ricevono aggiornamenti da anni. Non c’è dolo, c’è un prodotto abbandonato che continua a essere scaricato.

Cosa perdi in concreto, senza allarmismi

AspettoVersione gratuita di un servizio serioApp gratuita sconosciuta
Trafficospesso limitato al meseillimitato, ma la banda è quella che è
Paesipochi, raramente l’Italiadichiarati molti, verificabili poco
Velocitàridotta nelle ore di puntaimprevedibile
Streamingquasi sempre bloccatoquasi sempre bloccato
Chi risponde se qualcosa va stortol’assistenza dell’aziendanessuno

La riga sullo streaming merita una spiegazione. Le piattaforme non bloccano le VPN in quanto tali, bloccano singoli indirizzi IP che vedono usati da troppe persone diverse contemporaneamente. Un servizio gratuito concentra migliaia di utenti su pochi indirizzi, quindi quegli indirizzi finiscono nelle liste prima di tutti gli altri. È il motivo per cui cercare una VPN gratis per la Spagna o per gli Stati Uniti porta quasi sempre allo stesso muro grigio di prima.

Il caso di chi vive all’estero

Chi si è trasferito e vuole rivedere i canali italiani ha un problema diverso da chi vuole solo navigare protetto sul wifi di un bar. Gli serve un indirizzo italiano che regga la domenica pomeriggio, e gli serve sul televisore del salotto, non sul portatile.

Tradotto nei tre casi che ci vengono chiesti più spesso: RaiPlay è gratuito, quindi resta fuori dalla portabilità europea anche quando sei in vacanza dentro l’Unione, e con una gratuita si somma il problema del blocco a quello del tetto di traffico, che un film esaurisce; su DAZN la partita dura novanta minuti in diretta, ed è esattamente il tipo di flusso che una connessione gratuita rallentata nelle ore di punta non regge; Mediaset Infinity si guarda spesso da Smart TV, dove la maggior parte delle versioni gratuite non ha nemmeno un’app da installare.

Il punto comune è che l’Italia raramente compare fra i paesi inclusi in un piano gratuito, e senza indirizzo italiano non si comincia neppure. Le differenze fra i servizi a pagamento su questo terreno sono documentate nelle nostre schede, servizio per servizio.

Le gratuite che vedi più spesso

Se il gratis ha senso nel tuo caso, tanto vale sapere quali sono i nomi che tornano e con quale limite ciascuno si finanzia. Sono tutte versioni ridotte di servizi a pagamento, cioè aziende identificabili con un modello di guadagno dichiarato: è la sola categoria dell’elenco più sopra in cui vale la pena entrare.

  • Proton VPN, nel piano gratuito, non impone un tetto al traffico ma restringe molto l’elenco dei paesi e non lascia scegliere liberamente il server.
  • Windscribe assegna un tetto di traffico mensile, più alto se registri un indirizzo email, e permette di scegliere fra diverse località.
  • TunnelBear ha un tetto mensile piccolo ma lascia scegliere fra molti paesi: va bene per una prova, non per guardare video.
  • hide.me offre un piano gratuito con poche località e senza registrazione obbligatoria.

Le condizioni esatte, tetto di traffico e paesi compresi, cambiano più volte all’anno e vanno lette sulla pagina ufficiale del fornitore prima di installare qualsiasi cosa. Il controllo decisivo è sempre lo stesso: guarda se il paese che ti serve è nell’elenco gratuito. L’Italia spesso non c’è, e lo stesso vale se stai cercando un indirizzo spagnolo o statunitense, perché il piano gratuito tiene aperti pochi paesi molto affollati.

Su Linux l’offerta si assottiglia ancora: qualcuno di questi servizi distribuisce un’applicazione o un client a riga di comando per le distribuzioni più diffuse, gli altri lasciano la configurazione manuale con OpenVPN o WireGuard, che sono gratuiti, documentati e non hanno nessun modello di business dietro.

Passare da una gratuita a un’altra

Non è solo installare la seconda. Disconnetti la prima prima di disinstallarla, altrimenti può lasciare attive le regole di rete; su Windows controlla che non resti un adattatore virtuale orfano, su macOS che il profilo VPN sia sparito dalle impostazioni di rete, sul telefono che il profilo o la configurazione VPN sia stata rimossa. Due client attivi insieme litigano, e il sintomo è una connessione che non parte senza dire perché.

Quando il gratis è la scelta giusta

Ci sono tre casi in cui non ha senso spendere.

Se ti serve una connessione protetta occasionale su una rete pubblica, per leggere la posta in aeroporto una volta all’anno, la versione gratuita di uno dei fornitori qui sopra basta e avanza. Se sei su Linux, valgono OpenVPN e WireGuard configurati a mano, come detto sopra. Se infine devi fare una prova rapida per capire se il tuo problema è davvero geografico, un’ora di versione gratuita ti dà la risposta senza impegno.

Quello che non regge è usare il gratis come soluzione permanente per un servizio a cui tieni.

Cosa fare adesso

Se hai già una VPN gratuita installata, aprine l’informativa privacy e cerca due cose: chi è la società proprietaria e cosa dichiara di registrare. Se una delle due informazioni non c’è, disinstallala.

Se invece stai valutando un abbonamento, la strada meno rischiosa è un piano con garanzia di rimborso a 30 giorni usato come prova reale: installi, provi i servizi che ti interessano negli orari in cui li guardi, e se non funziona chiedi il rimborso. Il ragionamento completo su pregi e limiti è nella recensione di NordVPN, e la parte pratica dell’installazione nella guida dedicata.

Domande frequenti

NordVPN è gratis?

No, non ha un piano gratuito. Come funziona la garanzia di rimborso e cosa si può provare senza pagare è spiegato nella pagina NordVPN gratis.

Le versioni gratuite di Proton VPN o simili sono sicure?

Le versioni gratuite offerte da aziende che vivono di abbonamenti a pagamento seguono le stesse regole tecniche della versione completa, quindi il problema non è la sicurezza ma i limiti: meno paesi disponibili, velocità ridotta e in alcuni casi un tetto di traffico. Il rischio serio riguarda le app gratuite di cui non si sa chi sia il proprietario.

Esiste una prova gratuita senza carta di credito?

Alcuni servizi offrono periodi di prova tramite gli store di Android e iOS, altri preferiscono la garanzia di rimborso. Le condizioni cambiano spesso e vanno lette sulla pagina ufficiale del fornitore prima di attivare qualsiasi cosa, perché in quasi tutti i casi il metodo di pagamento va comunque registrato.

Posso usare una VPN gratis solo per vedere RaiPlay ogni tanto?

Puoi provarci, ma è la situazione in cui il gratis rende peggio, per il motivo spiegato sotto la tabella di questa pagina. In pratica servono più tentativi per una sola serata e il tetto di traffico si esaurisce con poche ore di video. Se l’obiettivo è guardare qualcosa con regolarità, conviene usare come prova la finestra di rimborso di un servizio a pagamento.

Le VPN gratuite integrate nei browser sono la stessa cosa?

No. Sono proxy che coprono soltanto le schede di quel browser, lasciano fuori tutte le altre app del dispositivo e in genere offrono una scelta di aree geografiche molto ristretta. Per una sessione di navigazione occasionale bastano, per lo streaming da un televisore non servono a niente.