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Come si fa

NordVPN su Mac e Windows: quale versione installare

NordVPN su Mac e Windows: quale versione scaricare, cosa cambia fra app di sistema ed estensione per Chrome e come far partire la connessione da sola.

Aggiornato il 20 agosto 20269 sezioni

In due righe. Su Mac scarica NordVPN dal sito ufficiale se ti servono l’interruttore di emergenza, la scelta del protocollo o l’esclusione di singole applicazioni dal tunnel; prendi la versione dell’App Store solo se hai un motivo preciso per passare dallo store. Su Windows scarica dal sito ufficiale o dallo store di sistema, mai da portali di software di terze parti.

Il resto di questa pagina serve a due cose: completare l’installazione senza lasciare aperti i buchi che fanno fallire i controlli di posizione, e togliere di mezzo un equivoco. Un’app di sistema, un’estensione per il browser e una configurazione manuale nelle impostazioni di rete sembrano tre modi per fare la stessa cosa, e invece coprono porzioni diverse del traffico: chi installa l’estensione e poi si stupisce che l’applicazione desktop non cambi comportamento sta pagando questa confusione.

Due cose vanno sistemate prima di scaricare qualsiasi cosa: l’account del provider, già registrato e pagato, perché l’applicazione permette di collegarsi e non di iscriversi, e l’accesso da amministratore al computer, che serve per le autorizzazioni del primo avvio. Se il portatile è quello del lavoro, questa seconda condizione è spesso quella che manca.

Passo 1 — Quale versione di NordVPN scaricare su Mac

Su Mac esistono due pacchetti diversi, uno sul sito ufficiale e uno sull’App Store, e non sono la stessa applicazione. Lo store impone limiti su come un programma può gestire la rete di sistema, e le funzioni che tipicamente restano fuori dalla versione distribuita da lì sono tre: l’interruttore di emergenza che blocca il traffico quando il tunnel cade, la scelta manuale del protocollo e l’esclusione di singole applicazioni dal tunnel. L’elenco esatto per la versione del momento è dichiarato sulla pagina del provider e cambia con gli aggiornamenti di macOS, quindi vale un’occhiata prima di scaricare.

Detto senza giri di parole: prendi la versione dal sito ufficiale. Quella dell’App Store ha senso solo se hai un motivo preciso, per esempio un Mac gestito dal datore di lavoro che consente installazioni solo dallo store, o la preferenza per gli aggiornamenti centralizzati. Su un MacBook personale non c’è ragione di rinunciare a tre funzioni per comodità di aggiornamento.

Su Windows la scelta non esiste e il pacchetto è uno solo: l’unica accortezza è l’origine del file. I portali che ripacchettizzano gli installatori aggiungono spesso altro software.

Se non hai ancora deciso il servizio, la recensione di NordVPN racconta come si comporta con i servizi italiani e la guida all’installazione copre il primo avvio su ogni sistema operativo.

Passo 2 — Primo avvio e autorizzazioni

Al primo avvio macOS chiede l’autorizzazione ad aggiungere una configurazione VPN e, in alcuni casi, di consentire un’estensione di sistema dalle impostazioni di privacy e sicurezza: se salti quel passaggio l’app si apre ma non collega, ed è il motivo per cui molte installazioni sembrano finite e non lo sono. Windows installa invece un adattatore di rete virtuale e può chiedere conferma al controllo account utente. In entrambi i casi è un passaggio unico, da fare con l’account amministratore del computer.

Le credenziali da usare qui sono quelle del tuo account, cioè email e password: le credenziali di servizio generate nel pannello servono per le configurazioni manuali e sui router, non per l’applicazione.

Passo 3 — Le impostazioni da sistemare subito

  • Avvio automatico e connessione all’accensione. Evita il caso peggiore, cioè accorgersi a metà sessione che il tunnel non era attivo.
  • Interruttore di emergenza. Se la connessione VPN cade, blocca il traffico invece di lasciarlo uscire in chiaro. Su Windows spesso si può scegliere fra bloccare tutto o solo alcune applicazioni.
  • Esclusioni dal tunnel. Utile per l’home banking, che a volte rifiuta accessi da indirizzi non familiari. Controlla però cosa hai messo nell’elenco: se ci finisce il browser con cui guardi i contenuti, uscirà con l’indirizzo di casa.
  • Protocollo. Il predefinito va bene quasi sempre. Cambialo se la connessione è instabile o se sei su una rete aziendale o universitaria che filtra il traffico.

Passo 4 — Controlla che stia funzionando davvero

Prima di aprire il servizio italiano, con la VPN già collegata, fai due controlli su una pagina che mostra i dati della connessione. Il primo è l’indirizzo IP: deve risultare del paese che hai scelto. Il secondo sono i DNS: i server elencati non devono essere quelli del tuo operatore locale, perché se le richieste di risoluzione dei nomi escono fuori dal tunnel rivelano dove sei anche quando l’indirizzo è corretto. È il controllo che salta più spesso quando tutto sembra a posto e il servizio blocca lo stesso.

Fallo dal browser che userai davvero: un profilo diverso, un altro browser o una finestra normale possono comportarsi in modo diverso da quella in cui hai fatto la prova.

App, estensione o configurazione manuale

L’app di sistema è la scelta giusta nella quasi totalità dei casi. Crea un’interfaccia di rete virtuale e fa passare da lì tutto il traffico del computer: browser, client di posta, applicazioni desktop, aggiornamenti.

L’estensione per il browser agisce solo dentro quel browser. È comoda per una pagina aperta al volo o per tenere separata una scheda dal resto, ma non protegge nulla al di fuori. Se apri i contenuti da un’applicazione, l’estensione non c’entra.

La configurazione manuale nelle impostazioni di rete di Windows o di macOS serve quasi esclusivamente per le VPN aziendali e universitarie, dove ti danno server, credenziali e certificato. Per l’uso quotidiano non offre vantaggi e toglie tutte le funzioni automatiche.

Se sul computer non puoi installare niente

Capita sui portatili aziendali e su quelli dell’università, dove l’account non ha i diritti di amministratore e l’installazione si ferma alla prima richiesta di autorizzazione. Tre uscite, in ordine di resa. L’estensione per il browser, che non richiede privilegi di sistema e copre le schede: sufficiente se guardi dal sito e non da un’applicazione. La VPN sul router di casa, che risolve a monte per ogni dispositivo collegato al wifi, computer di lavoro compreso, ed è spiegata nella guida alla VPN sul router. Oppure un dispositivo diverso, telefono o tablet, dove l’installazione non incontra ostacoli.

Cosa cambia per RaiPlay, DAZN e Mediaset Infinity dal computer

Dal computer i servizi italiani si guardano quasi sempre dal browser, e questo sposta il problema in tre punti che sull’app del telefono non esistono.

Il browser deve stare dentro il tunnel. Se hai attivato le esclusioni e ci è finito il browser, quella scheda esce con l’indirizzo di casa e il servizio ti vede all’estero anche con la VPN accesa. È il caso più frequente di “funziona sul telefono e non sul portatile”.

I cookie del sito ricordano dove eri. RaiPlay e Mediaset Infinity conservano nella sessione i dati raccolti al primo accesso: se hai aperto il sito prima di collegare la VPN, quella traccia resta. La sequenza corretta è collegare la VPN, cancellare i dati del sito o aprire una finestra anonima, poi rientrare nell’account. Su DAZN, dove la partita è in diretta, conviene farlo prima del fischio d’inizio e non a video già avviato.

Lo standby fa perdere la posizione. Quando il computer si risveglia, la connessione VPN si riaggancia con qualche secondo di ritardo e a volte su un server diverso. Se nel frattempo la pagina era già aperta, il lettore riparte con l’indirizzo sbagliato e restituisce un errore geografico. Ricollega la VPN, ricarica la pagina e solo dopo premi play.

Quale servizio si comporta in che modo, piattaforma per piattaforma, è raccolto nella guida alla TV italiana dall’estero.

L’estensione per Chrome, detta chiaramente

L’estensione di NordVPN per Chrome, come le equivalenti degli altri provider, è un proxy che vive dentro il browser. Fa due cose bene: cambia l’indirizzo da cui escono le schede e si accende in un clic senza toccare il resto del sistema. Non fa nulla per le applicazioni installate, per il traffico di sistema, né per gli altri browser aperti sullo stesso computer.

Lo stesso ragionamento vale per i programmi VPN gratuiti per Windows che si trovano in giro. Le versioni gratuite dei provider conosciuti sono limitate ma trasparenti: pochi paesi disponibili, velocità inferiore, a volte un tetto di traffico mensile. Sono adatte a proteggere la connessione su una rete pubblica, molto meno ai contenuti geobloccati, perché quei server sono i primi a essere riconosciuti dai servizi di streaming.

Sulle estensioni gratuite vale una regola semplice: chi la pubblica vede tutto quello che passa nelle pagine che apri. Le estensioni offerte dai provider come parte di un abbonamento hanno un’azienda identificabile dietro e un contratto; quelle gratuite di autori sconosciuti hanno un modello di guadagno che non ti è stato spiegato.

Hamachi e i programmi che VPN non sono

Cercando software VPN per Windows si finisce spesso su Hamachi, che con questa pagina c’entra poco. Serve a collegare più computer come se fossero nella stessa rete locale, per giocare in LAN o raggiungere una macchina a distanza. Non ti fa risultare collegato da un altro paese e non è pensato per i contenuti geobloccati.

Discorso simile per i proxy gratuiti nel browser e per le funzioni di navigazione privata: nascondono qualcosa a qualcuno, ma non l’indirizzo IP a un servizio di streaming.

Se qualcosa non torna

Su Windows, se la connessione non parte, il sospettato numero uno è il firewall o la suite antivirus: aggiungi l’app alle eccezioni e riprova. Il secondo è un adattatore virtuale rimasto da una VPN precedente, che va rimosso da gestione dispositivi. Due client VPN installati insieme non convivono bene, quindi disinstalla quello che non usi invece di limitarti a chiuderlo.

Su Mac, se l’app si apre ma non collega, controlla nelle impostazioni di privacy e sicurezza che l’estensione di sistema del provider sia stata autorizzata: è l’autorizzazione del primo avvio, e basta un clic mancato perché resti in sospeso.

Quando invece la connessione risulta attiva e il servizio italiano si comporta come prima, il problema è un altro e il confronto fra i provider aiuta a capire se conviene cambiare strumento o solo server.

Per spegnerla basta il pulsante di disconnessione, ma se avevi attivato l’avvio automatico all’accensione ricordati che si riaccende da sola al riavvio: va tolta quella spunta. Vale la pena farlo quando usi i servizi del paese in cui vivi, che con un indirizzo italiano mostrano il catalogo sbagliato. Come rimuoverla del tutto, adattatore virtuale e profili residui compresi, è nella guida per disattivare la VPN.

Domande frequenti

Posso tenere lo stesso abbonamento su Mac, Windows e telefono insieme?

Sì, un abbonamento copre più dispositivi collegati nello stesso momento, e ogni installazione conta come uno: il numero preciso è indicato nelle condizioni del servizio che scegli. Se ti accorgi che collegando il computer si scollega un altro apparecchio, hai raggiunto quel tetto ed è il momento di controllare chi è rimasto collegato in casa.

Se cancello i dati del sito per far ripartire la sessione, perdo qualcosa?

Perdi l’accesso già fatto e le preferenze salvate su quel sito, quindi dovrai rientrare nell’account: tieni a portata di mano email e password prima di premere cancella. La cronologia di visione resta legata all’account, non al browser, e la ritrovi al rientro. Se non vuoi uscire dall’account, la finestra anonima ottiene lo stesso risultato senza toccare la sessione normale.

Come faccio partire la VPN insieme al computer?

Nelle impostazioni dell’app trovi l’avvio all’accensione e la connessione automatica all’ultimo server usato. Su Windows si aggiunge anche l’opzione di collegarsi da sola quando ti agganci a una rete Wi-Fi che il computer non conosce.

L'antivirus segnala l'installatore come sospetto: devo preoccuparmi?

Prima controlla da dove arriva il file: se non l’hai scaricato dal sito ufficiale del provider o dallo store di sistema, cancellalo e ricomincia da lì. Quando l’origine è corretta, la segnalazione riguarda quasi sempre l’adattatore di rete virtuale che l’app installa, ed è un’operazione che le suite di sicurezza sorvegliano per mestiere. Autorizza solo se il nome dell’editore corrisponde a quello del provider.

Posso installare l'app anche sul computer di un familiare rimasto in Italia?

Puoi, l’abbonamento copre più installazioni contemporanee, ma quasi sempre non serve a nulla: chi si collega dall’Italia vede già i servizi italiani senza alcun tunnel. L’unico caso in cui ha senso è proteggere la connessione su reti che non sono di casa. Tieni presente che ogni installazione occupa uno dei collegamenti simultanei previsti dal tuo piano.