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Confronto

VPN per la Cina: quali funzionano ancora

Migliori VPN per la Cina secondo criteri verificabili: offuscamento, installazione prima della partenza, alternativa della eSIM e limiti da conoscere.

Aggiornato il 20 agosto 20268 sezioni

Chi cerca le migliori vpn per la cina di solito parte da una convinzione sbagliata: che esista un marchio che funziona e uno che non funziona. In Cina non è così. Il sistema di filtraggio non blocca i nomi delle aziende, riconosce la forma del traffico, e lo fa con un’analisi profonda dei pacchetti che si stringe nei periodi politicamente sensibili e si allenta in altri.

La conseguenza pratica è che qualunque classifica scritta oggi può essere superata fra tre settimane. Per questo qui non trovi punteggi né promesse: trovi i criteri che rendono uno strumento più adatto degli altri, le cose da fare prima di partire e le alternative alla VPN, che per un viaggio breve a volte sono la scelta migliore.

Se poi sei un italiano che dalla Cina vorrebbe anche aprire i servizi di casa, il problema è doppio. Prima devi uscire dal filtro, poi devi presentarti al fornitore italiano con un indirizzo italiano. E il regolamento europeo sulla portabilità, che dentro l’Unione ti aiuterebbe, fuori dai confini dell’Unione non si applica.

La regola che conta più di tutte: prepara tutto prima di partire

I siti dei fornitori di VPN sono in larga parte irraggiungibili dalla Cina. Il negozio di applicazioni di Apple con un account cinese non distribuisce app di questo tipo, e il negozio di Google non è disponibile. Se arrivi senza aver installato niente, ti trovi nella situazione in cui per scaricare lo strumento che serve a superare il blocco devi prima superare il blocco.

Quindi, prima della partenza: installa l’applicazione su tutti i dispositivi che porti, accedi con le tue credenziali e verifica che l’accesso sia salvato, attiva l’opzione di offuscamento e prova almeno una connessione. Annota le credenziali fuori dall’app e salva sul dispositivo un file di configurazione manuale di riserva. Segnati anche l’indirizzo dell’assistenza via posta elettronica, che spesso resta raggiungibile quando il sito non lo è.

Cosa distingue una VPN adatta a una rete che ispeziona il traffico

L’offuscamento. È la caratteristica decisiva. Serve traffico che non si faccia riconoscere come traffico VPN. NordVPN lo offre con una categoria di server offuscati da attivare nelle impostazioni e con protocolli sviluppati per le reti restrittive; altri fornitori lo chiamano modalità furtiva o lo attivano in automatico. Un protocollo moderno standard, da solo, in Cina si nota facilmente.

Server geograficamente vicini. Hong Kong, Giappone, Singapore, Corea. Meno chilometri significa meno ritardo, e con il ritardo si perde soprattutto sulle videochiamate.

Configurazione manuale disponibile. Se l’app viene bloccata, poter caricare un profilo di configurazione a mano è la scialuppa.

Assistenza raggiungibile. Una chat che non si apre non serve. Verifica che esista un canale via posta elettronica.

Le opzioni di cui si parla di più

StrumentoChe cosa èPunto di forzaDa sapere
NordVPNVPN completaServer offuscati, protocolli per reti restrittive, ampia rete asiatica e italianaConfigura l’offuscamento prima di partire
ExpressVPNVPN completaOffuscamento gestito in automatico, assistenza continuaFascia di prezzo storicamente più alta
AstrillVPN storicamente diffusa fra gli stranieri residentiModalità furtiva proprietariaPrezzo elevato, meno interessante per l’Italia
Holafly e altre eSIMNon sono VPN, sono schede dati in roamingNessuna app da installareIl risultato dipende da come l’operatore instrada il traffico

Fra le VPN vere e proprie, per un lettore italiano la scelta più sensata da cui partire è NordVPN: oltre all’offuscamento ha la rete italiana che ti serve per i servizi di casa, cosa che ad Astrill non interessa. Il dettaglio delle funzioni è nella recensione di NordVPN.

Sulle cifre vale quanto scriviamo sempre: mensile caro, piani lunghi pagati in un’unica soluzione, rinnovo più alto della promozione. Il meccanismo è spiegato nella pagina sul prezzo di NordVPN, le cifre aggiornate stanno solo sul sito ufficiale. Nella sezione VPN trovi i confronti diretti fra i vari marchi.

Quanto costa, oggi

Rilevato il 25 agosto 2026
PianoPrimo periodoEquivale aPoi si rinnova a
1 mese · Base14,99 €14,99 €/mese14,99 €
1 anno · Base65,88 €5,49 €/mese139,08 €
2 anni · Base93,36 €3,89 €/mese139,08 €

Listino italiano, livello Base. L'IVA può essere aggiunta al momento del pagamento. Il rinnovo dei piani da 1 e da 2 anni è annuale e dello stesso importo · Garanzia di rimborso a 30 giorni. I prezzi cambiano con le promozioni: verifica sempre sul sito ufficiale prima di acquistare.

Il caso in cui non serve comprare una VPN

Vale la pena chiederselo prima, perché non tutti i viaggi in Cina richiedono lo stesso strumento. Se ci vai per pochi giorni e quello che ti serve è restare raggiungibile, cioè posta, messaggi, mappe e videochiamate con casa, una scheda dati in roaming può bastare da sola e non c’è nessun abbonamento da attivare. Il criterio è la durata dell’impegno che stai per prendere: per una settimana un piano biennale è una spesa sproporzionata, e anche il mensile va valutato contro l’alternativa.

La VPN diventa necessaria quando ti serve un indirizzo italiano, cioè quando vuoi aprire i servizi di casa o accedere a portali che si aspettano di vederti in Italia. Lì la scheda dati non basta, perché ti dà l’uscita del paese dell’operatore e non l’Italia. Una precisazione che risparmia illusioni: dalla Cina il Regolamento UE sulla portabilità non ti copre in nessun caso, perché si applica solo fra Stati membri dell’Unione. Fuori dall’Europa quella strada non esiste, ed è il motivo per cui qui il discorso è tutto tecnico.

La eSIM in roaming, l’alternativa che in molti non considerano

L’idea alla base delle ricerche su esim cina con vpn è semplice: se compri una scheda dati straniera e la usi in roaming, il traffico può essere instradato attraverso la rete dell’operatore di origine anziché uscire localmente. In quel caso il filtro locale non si applica allo stesso modo, e navighi come se fossi nel paese dell’operatore.

Va detto con onestà che non è una legge fisica. Dipende dall’accordo di roaming e dal tipo di instradamento scelto: se l’operatore usa un’uscita locale, il filtro torna in gioco. Prima di comprare, chiedi al venditore come viene instradato il traffico dati e verifica la politica sui rimborsi.

Il limite serio, per il nostro lettore, è un altro: una eSIM ti dà un indirizzo del paese dell’operatore, non italiano. Va bene per la posta elettronica, le mappe e le videochiamate; non risolve il problema dei servizi italiani. Per quello serve comunque un collegamento a un server in Italia, che si può ottenere usando la VPN sopra il traffico della eSIM.

Aprire i servizi italiani da Shanghai o da Pechino

Qui i filtri diventano due, uno dietro l’altro, e conviene distinguerli perché le contromisure sono diverse. Il primo è quello locale, che decide se la tua richiesta esce dal paese. Il secondo è quello italiano, che decide se il fornitore ti riconosce come utente in Italia. Superare il primo non dice nulla sul secondo: puoi ritrovarti con una connessione che naviga benissimo e con RaiPlay che risponde comunque con l’avviso sull’area geografica, perché in quel momento stai uscendo da un server di Tokyo o di Singapore.

Il caso di RaiPlay è il più frequente e anche il meno drammatico. Il servizio resta gratuito ovunque e una parte dei contenuti, in genere informazione, telegiornali e produzioni proprie della Rai, si apre spesso anche da fuori; film e serie acquistate no, perché quelle licenze coprono il solo territorio italiano. Non essendo un servizio a pagamento, la portabilità europea non aiuta neanche per ipotesi, e dalla Cina non arriverebbe comunque. Cosa si vede e cosa no lo abbiamo raccolto nella scheda su RaiPlay all’estero.

Sullo sport il conto è più severo. Una diretta come quelle di DAZN chiede continuità per tutta la durata della partita, e con un collegamento che parte dalla Cina, passa da un server offuscato e poi risale fino a un’uscita italiana i chilometri si sommano: il rischio non è tanto l’errore iniziale quanto l’interruzione a metà. Se ci provi, tieni attivo il blocco del traffico in caso di caduta del tunnel, altrimenti a ogni disconnessione il dispositivo torna a presentarsi con l’indirizzo locale.

L’home banking è un capitolo a sé, e va detto perché è la prima cosa che serve a chi si trasferisce per lavoro. Lì non c’è nessuna licenza territoriale: c’è un sistema antifrode che valuta dispositivo, rete, orario e paese, e un accesso dalla Cina è esattamente il tipo di segnale che fa scattare una verifica in più. Mascherare la posizione non calma quel sistema, semmai aggiunge un’anomalia. Le cose da sistemare prima di partire, a cominciare dal secondo fattore che deve raggiungerti, sono nella pagina sull’home banking dall’estero.

Quello che non ti diremo

Non pubblichiamo l’elenco delle vpn che funzionano in cina questa settimana, perché non abbiamo una connessione di prova permanente sul posto e riportare la dichiarazione di un’azienda come se fosse una verifica nostra sarebbe scorretto. Le pagine che promettono un marchio infallibile in Cina stanno vendendo, non testando.

Sul piano delle regole, la normativa cinese prevede che i collegamenti che attraversano il confine passino da operatori autorizzati. I controlli si concentrano su chi fornisce il servizio e sulle aziende, non sui viaggiatori con un’app sul telefono, ma la situazione va verificata prima di ogni viaggio e chi si trasferisce per lavoro dovrebbe parlarne con il proprio datore di lavoro.

Cosa fare adesso

  1. Compra e installa prima di partire, su telefono e portatile, e prova la connessione da casa.
  2. Attiva l’offuscamento e imposta il protocollo consigliato per le reti restrittive.
  3. Salva credenziali, file di configurazione di riserva e indirizzo di posta dell’assistenza fuori dall’applicazione.
  4. Valuta una eSIM in roaming come rete di sicurezza per la comunicazione di base.
  5. Una volta arrivato, se un server non passa provane altri e cambia protocollo prima di concludere che nulla funziona.
  6. Se davvero non ottieni niente di utilizzabile, chiedi il rimborso entro i 30 giorni previsti dalla garanzia.

Domande frequenti

NordVPN funziona in Cina?

L’azienda mette a disposizione server offuscati e protocolli pensati proprio per le reti che ispezionano il traffico, ma nessun fornitore può garantire un risultato costante in Cina perché il filtro cambia di continuo e si irrigidisce nei periodi sensibili. Installa e configura l’applicazione prima di partire e tieni pronta un’alternativa.

Usare una VPN in Cina è legale?

La normativa cinese prevede che i servizi che attraversano il confine passino da operatori autorizzati, e i controlli si concentrano sui fornitori e sulle aziende più che sui singoli viaggiatori. Non è però una zona grigia da prendere alla leggera: informati sulla situazione aggiornata e, se sei lì per lavoro, chiedi al tuo datore di lavoro quale strumento usare.

A Hong Kong e a Macao vale lo stesso discorso?

No, sono regioni amministrative speciali con regole proprie sulla rete, quindi l’esperienza di navigazione non è la stessa della Cina continentale. Se il viaggio prevede entrambe le tappe, prepara il dispositivo pensando alla parte più restrittiva e non dare per scontato che quello che si apriva in un posto si apra anche nell’altro.

Sono già arrivato senza aver installato niente. Cosa posso fare?

Finché hai la SIM italiana in roaming il traffico dati può uscire dalla rete dell’operatore di origine, e quella è la finestra in cui provare a scaricare l’occorrente: verifica prima le tariffe di roaming fuori dall’Unione Europea, perché non sono quelle europee. L’altra strada è farsi mandare per posta elettronica, da qualcuno in Italia, le credenziali e un file di configurazione da caricare a mano nell’app di sistema. Tieni presente che anche l’acquisto e l’attivazione di una eSIM richiedono una connessione funzionante, ed è un motivo in più per sistemare tutto prima di partire.

Il mio datore di lavoro mi ha dato una VPN aziendale: mi basta quella?

Serve a un altro scopo. Una VPN aziendale porta il traffico dentro la rete dell’azienda, spesso solo per gli applicativi interni, e l’uscita verso internet può restare locale. Anche quando l’uscita è italiana, l’amministratore vede il traffico e l’uso personale è di solito vietato dalla politica interna. Tienile separate.