La parte difficile non è come installare NordVPN, che richiede pochi minuti su qualunque dispositivo. La parte difficile è quello che viene dopo: le due o tre impostazioni che nessuno tocca al primo avvio e che decidono se il collegamento reggerà quando ti serve davvero.
Un chiarimento prima di partire, perché è il malinteso più comune: l’applicazione va installata su ogni dispositivo da cui vuoi navigare. Una VPN sul telefono non protegge il televisore. L’unica scorciatoia è il router, che copre tutta la casa in un colpo solo ma richiede più pazienza.
Passo 1: crea l’account e scarica l’applicazione
Vai sul sito ufficiale, scegli il piano e completa l’acquisto. I piani si distinguono solo per la durata — mensile, uno o due anni — e i pluriennali si pagano in un’unica soluzione all’inizio: cosa comprende ciascuno è nella pagina sui piani, come funziona il rinnovo dopo il primo periodo nella pagina sul prezzo. Riceverai una richiesta di conferma via posta elettronica: aprila subito e imposta la password, perché senza account confermato l’app non ti fa entrare.
Scarica sempre dal sito ufficiale o dal negozio di applicazioni del tuo sistema. Se il computer è aziendale, verifica di avere i permessi di amministratore: senza quelli l’installazione si interrompe a metà. Cosa fa e cosa non fa con i servizi italiani è nella recensione di NordVPN.
Passo 2: il primo collegamento
Apri l’app, accedi con le credenziali e collegati a un server italiano scegliendolo dall’elenco dei paesi, non usando il pulsante di collegamento rapido, che ti porterebbe sul server più vicino a te e quindi nel paese in cui ti trovi. Questo è il punto in cui molti sbagliano e concludono che qualcosa non va.
Verifica poi che il collegamento sia effettivo: apri una qualsiasi pagina che mostra il tuo indirizzo IP e controlla che risulti l’Italia. Se risulta ancora il paese in cui sei, il tunnel non è attivo, e nessun servizio ti farà entrare.
Solo a questo punto apri il servizio, e conviene sapere cosa aspettarsi. RaiPlay resta gratuito ovunque e non chiede nessun abbonamento per l’estero: quello che manca non manca per una questione di pagamento ma di licenza, quindi l’informazione e le produzioni Rai spesso si aprono mentre film, serie acquistate e sport restano chiusi. DAZN sta all’estremo opposto, perché lo sport in diretta è il contenuto con le licenze più strette e i controlli vengono ripetuti anche a riproduzione avviata. In entrambi i casi vale la stessa regola di sequenza: la VPN si accende prima, poi si chiude del tutto l’app del servizio, non si riduce a icona, e solo dopo la si riapre. Le app leggono il paese all’avvio e lo tengono in memoria per tutta la sessione.
Passo 3: le impostazioni da sistemare subito
Il blocco di emergenza. Interrompe tutto il traffico se il tunnel cade. Senza, una disconnessione di dieci secondi rimette in chiaro il tuo indirizzo reale mentre stai guardando qualcosa. Attivalo prima di ogni altra cosa.
Il collegamento automatico. Imposta l’app perché si colleghi da sola all’avvio del dispositivo e sulle reti wifi non conosciute. Su telefono è la differenza fra usarla e dimenticarsene.
Il protocollo. Lascia la selezione automatica finché tutto funziona. Passa a OpenVPN solo quando ti serve attivare i server offuscati, cioè su reti che bloccano il traffico VPN.
Il filtro dei contenuti dannosi. Blocca domini pericolosi e pubblicità invadente a livello di rete. Se un sito che ti serve smette di caricare correttamente, questa è la prima voce da disattivare per la prova.
Dispositivo per dispositivo
Qui sotto c’è quello che serve sapere prima di cominciare su ciascun apparecchio, e il rimando alla guida dedicata dove la procedura ha passaggi propri e problemi propri. Se stai attrezzando più dispositivi, l’ordine più comodo è computer, telefono, televisore: sul primo verifichi che l’account funzioni, sugli altri due ripeti sapendo già cosa aspettarti.
Windows e macOS
Scarica il programma di installazione, eseguilo, accedi. Su macOS il sistema chiede di autorizzare l’aggiunta di una configurazione VPN: è normale, va concessa dalle impostazioni di sistema, altrimenti l’app resta collegata a vuoto. Su Windows, se un antivirus di terze parti blocca l’adattatore di rete virtuale, aggiungi l’applicazione alle eccezioni. Sui due sistemi esistono versioni diverse dello stesso programma, e quale scaricare cambia le cose: il confronto è nella guida per Mac e Windows.
iPhone, iPad e Android
Installa dal negozio ufficiale, accedi e concedi il permesso di aggiungere una configurazione VPN quando il sistema lo chiede. Su iPhone comparirà l’indicatore VPN nella barra di stato: se non c’è, il tunnel non è attivo. Su Android controlla che il risparmio energetico non sospenda l’app in secondo piano, perché è la causa più frequente delle disconnessioni notturne.
Su entrambi, disattiva i servizi di localizzazione per le app dei servizi italiani. La posizione del dispositivo viene letta separatamente dall’indirizzo IP, e se resta attiva racconta dove sei davvero. I due sistemi divergono su dove stanno queste impostazioni e su cosa fanno quando l’app resta in secondo piano: i dettagli sono nella guida per Android e in quella per iPhone e iPad.
Smart TV, Fire TV e Apple TV
Sui televisori con Android TV, sui dispositivi Fire TV e su Apple TV recenti l’applicazione esiste nel negozio del dispositivo: si installa e si usa come sul telefono, con un telecomando al posto delle dita.
Sui televisori con altri sistemi operativi l’app non c’è, e i più diffusi nelle case italiane, i Samsung con Tizen e gli LG con webOS, sono proprio in questo gruppo. Le alternative sono due: collegare al televisore un piccolo lettore multimediale che accetti l’app, oppure configurare la VPN sul router. Lo smart DNS disponibile nel pannello dell’account è una terza via, ma reindirizza solo le richieste di risoluzione dei nomi e non cambia l’indirizzo con cui ti presenti, quindi sui servizi che controllano l’indirizzo non risolve. Quale sistema abbia un’app e quale no è nella guida alla VPN su Smart TV; se guardi da una chiavetta, la guida per Fire TV Stick ha la procedura completa, telecomando compreso.
Il router
È la configurazione più laboriosa e la più utile: una volta impostata, ogni dispositivo collegato al wifi di casa esce dal tunnel, televisore compreso, e non consuma uno dei posti disponibili sull’account. Serve un router che supporti OpenVPN o un firmware alternativo, e i file di configurazione si scaricano dal pannello del proprio account. Metti in conto un’ora la prima volta e tieni a portata di mano il modo per riportare il router alle impostazioni di fabbrica. Come capire se il tuo apparecchio lo permette, cosa fare con il modem dell’operatore e come si verifica il risultato sono nella guida alla VPN sul router.
L’estensione per il browser
Copre solo le schede del browser in cui è installata, non il resto del computer. Va bene per un accesso rapido a un sito italiano mentre lavori, non per lo streaming serio. Se sul portatile hai già l’applicazione completa, l’estensione è ridondante.
La VPN integrata di Opera, e perché non basta
Molti arrivano qui cercando come attivare la vpn su Opera, convinti che quella funzione gratuita risolva il problema. Si attiva dalle impostazioni del browser, nella sezione dedicata alla privacy, e compare come indicatore accanto alla barra degli indirizzi.
Ha però due limiti che la rendono inadatta al nostro scopo. Copre solo le schede del browser, quindi non tocca le applicazioni. E soprattutto permette di scegliere solo aree geografiche ampie, come Europa o Americhe, non un paese preciso: non puoi chiedere l’Italia. Come strumento di base contro il tracciamento pubblicitario va benissimo, come modo per presentarsi ai servizi italiani con un indirizzo italiano no. Il confronto con le soluzioni complete è nella sezione VPN.
Se hai installato tutto e non funziona
Due controlli riguardano l’installazione, e sono questi.
- Controlla di essere collegato a un server italiano scelto a mano, non al collegamento rapido.
- Verifica su una pagina di controllo che l’indirizzo risulti italiano.
Se l’indirizzo è italiano e il servizio rifiuta lo stesso, il problema non è più l’installazione: la sequenza completa — memoria dell’app, localizzazione del dispositivo, cookie della sessione, DNS, cambio di server — è nella guida su cosa fare quando la VPN non funziona, in ordine di probabilità.
Una cosa da sapere fin dall’inizio, prima di attivare il collegamento automatico su ogni dispositivo: spegnere la connessione, togliere l’app o chiudere l’abbonamento sono tre operazioni distinte, e ognuna si fa in un posto diverso. Sono raccolte nella guida per disattivare o disinstallare la VPN, utile anche il giorno in cui il dispositivo, spenta la VPN, resta senza rete.